PILLOLE DI STORIA DELLA SCHERMA TORINESE – SECONDA PUNTATA

Foto_gara_scherma_1932

Nella mia collezione di cimeli della scherma torinese, non mancano le fotografie d’epoca. Ritraggono principalmente gruppi di schermitori, solitamente con al centro il o i maestri, nonchè personaggi importanti della società dell’epoca, i quali amavano sia praticare questo sport che semplicemente frequentarne i locali. Ci sono però le foto di gare, ed una di queste ve la presento oggi. 

L’occasione è quella dei Campionati Regionali a squadre di fioretto del 1932, allora denominata COPPA CANOVA, il cui penso ultimo esemplare è conservato nel museo della Reale Società Ginnastica di Torino. In quell’epoca i campionati regionali erano secondi, per importanza, solo ai campionati Italiani, e vi partecièavano tutti i campioni e le sale di scherma. La competizione si disputò in due giornate il 21 e 22 febbraio a Casale Monferrato, e vi rpesero parte 6 squadre. Quella nella foto è la compagine del CIRCOLO ESPERIA torinese, che si classificò al 5° posto. Al centro il Maestro ALTEA, per gli altri non sono ancora riuscito ancora a dare una identificazione certa. La gara venne vinta del Club di Scherma, che tra le sue fila schierava il gerarca fascista Agusto TURATI, grande appasionato di scherma e valido atleta. Assieme a Turati tirò anche un’altra grande personalità della città, il celebre medico Achille Mario DOGLIOTTI, che fu anche presidente del sodalizio. Completarono la squadra Massimo Trevisan e Manolo Pelissero, famosi spadaccini degli anni ’30.

Riprecorriamo le fasi salienti della gara nelle parole del cronista Angelo Appiotti, de La Stampa.  La descrizione ha indubbiamente qualche nota trionfalistica un po’ troppo accentuata su Turati, allora anche direttore del giornale.

“Il miglior uomo sulla pedana fu ieri ancora Augusto Turati. Quattro combattimenti e quattro vittorie, contro avversari tutt’altro che facili e disposti alla resa. Contro Pezzana, nel primo incontro, vinceva di forza con quattro punti di vantaggio; nel secondo incontro batteva Germano (mi limito in questa rassegna frettolosa all’esame degli uomini del Club di scherma di Torino e della « Pro Vercelli », le due squadre che disputarono gli avvincenti combattimenti della finale) con cinque toccate a zero; nel terzo piegava Gallea con tre punti; nel quarto Bertinetti doveva, molto a malincuore, abdicare di fronte alla sua lama, che ne aveva toccate due, inferendone cinque. Vittorie sicure, senza discussione. Augusto Turati ci è apparso ieri ancora più tranquillo e sicuro che non a San Remo, malgrado la sua repulsione a battersi con un mancino, e un mancino della forza di Pezzana. Ha vinto facendo sempre della bella scherma e ragionando sugli avversari. La perfetta armonia fra il polso e il cervello è stata la causa prima della sua bella affermazione. Pelissero, che con Augusto Turati è uscito senza ombra di sconfitta dalla lunga competizione, si è ieri rivelato lo schermidore brillante dei suoi momenti migliori. Le doti schermistiche di questo giovane, basate sul concetto e sulla perfetta esecuzione, hanno avuto ieri ragione di tutti gli avversari. Le sue quattro vittorie sono ben degne di stare vicine a quelle di Augusto Turati, che pure su di lui ha ancora tanti punti di vantaggio. Dogliotti ha subito una sola sconfitta, alquanto dura, dal mancino Pezzana. L’olimpionico, tanto di lui più rotto alle malizie della pedana, ha vinto, impegnandosi però seriamente. Ma contro Bertinetti, Germano e Gallea ha riportato tre belle vittorie, la prima delle quali (Dogliotti 1-Bertinetti 5) gli fa grande onore. Lo stesso avversario ha dovuto rallegrarsi con questo perfetto signore della pedana. Trevisan non ha reso ieri tutto quanto si poteva da lui attendere. Ha avuto tre sconfitte e una vittoria. Da qualche tempo l’aitante campione del club torinese non è nella pienezza delle sue facoltà schermistiche. Dopo la vittoria del Torneo di Alessandria la sua forma è caduta un poco, non impedendo, però, che la gran passione per la scherma lo tragga ancora e sempre alle desiderate battaglie. Le due riserve che hanno tirato al mattino, il centurione Sormano e il C. M. Grata, hanno assicurato alla loro squadra le vittorie per cui si aprirono al Club di Torino le porte della finale. Generosi e valorosi, hanno combattuto con fede, paghi del compito loro riservato. La classifica 1. Club di Scherma, di Torino (Augusto Turati, dott. Pelissero, prof. Dogliotti, rag. Trevisan), che si aggiudica definitivamente la « Coppa Canova », con 11 vittorie a 5; 2. Sezione Scherma « Pro Vercelli » (cap. Pezzana, dott. Bertinetti, sig. Gallea, avv. Germano); 3. Circolo d’Armi, di Novara. 4. Sala di Scherma dell’E.F.E.F., di Alessandria; 5., a pari merito, « Sezione Scherma Esperia » di Torino e Circolo d’Armi di Casale.”

LA STAMPA Anno 66 n. 45 domenica 22 febbraio 1932 pag. 6 “Il torneo per la Coppa Canova” 

MAESTRO

PAOLO CUCCU

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