Giornata della memoria. Ricordiamo lo schermitore Oszkár Gerde

Torino, 27 gennaio 2021

Oszkár Gerde alle olimpiadi del 1908

Oszkár Gerde alle olimpiadi del 1908

Anche quest’anno, in occasione della giornata della memoria, voglia ricordare un appartenente alla gra de famiglia della scherma, che per causa della follia nazi-fascista, venne perseguitato per la sua origine ebrea.

Oszkár Gerde, nacque l’8 luglio 1883 a Budapest (Ungheria). Si avviò alla scherma nel Magyar Atlétikai Club della sua città natale, sotto la guida prima del Maestro László Borsody, e successivamente del celebre maestro italiano Italo Santelli. Partecipò con la nazionale magiara alle olimpiadi del 1908 a Londra e 1912 a Stoccolma, dove in entrambe le occasioni vinse la medaglia d’oro con la squadra di sciabola. Nella gara individuale venne invece eliminato nei gironi precedenti a quello conclusivo per le medaglie. Tra gli altri suoi titoli, anche quello di campione nazionale nel 1922, 1924 e 1925. Oszkár Gerde era uno schermidore esperto, calmo, ccon una scherma caratterizzata da rapidi fendenti, “il suo attacco è forte, la sua difesa di quarta e di terza è sicura, le sue riposte sono molto buone“.

Nel 1910 scese in duello, di quelli veri, con il compagno di squadra (e campione olimpico individuale) Jenő Fuchs. Lo scontro si rivelò tutt’altro che cortese, a giudicare dalle fonti dell’epoca, e di brevissima durata. Al primo assalto, Gerde con un fendente alla figura provocò una profonda ferita alla testa di Fuchs, che pose fine alla sfida. Ma non alla questione, visto che il ferito accusò il feritore di averlo colpito a tradimento, prima che il giudice desse effettivamente inizio al duello. I due al termine non si riconciliarono, come era uso all’epoca, in compenso rimediarono dall’autorità giudiziaria 44 giorni di prigione, preso la città di Vác, dove certamente avranno riflettuto sull’accaduto. Considerando che però alle olimpiadi del 1912 erano ancora nella stessa squadra, e possibile che il tempo passato in cella, abbia posto la questione per entrambi sotto altra luce.

Terminata la carriera sportiva, fu arbitro internazionale alle olimpiadi di Parigi del 1924, e vice presidente della federazione ungherese, nel cui ruolo venne coinvolto nelle olimpiadi del 1928 ad Amsterdam. Laureato in giurisprudenza praticò la professione di avvocato presso la Camera di commercio della capitale, fino al suo arresto e alla sua successiva deportazione, avvenuta nel 1944. L’8 ottobre di quell’anno trovò la morte nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, in Austria a causa di una polmonite. Un cenotafio conserva la sua memoria nel cimitero di Farkasréti a Budapest.

Nel 1989 è stato inserito nella International Jewish Sports Hall of Fame.

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