Gerenzano, seconda prova di qualificazione Open

Gerenzano (VA) 12 gennaio 2020

Gabriele durante l'esecuzione dell'inno nazionale ad inizio gara

Gabriele durante l’esecuzione dell’inno nazionale ad inizio gara

Prima gara del nuovo anno sicuramente non di quelle facilissime, anche solo per un piazzamento onorevole. Il livello Open è il più alto nella scherma, significa competere nello stesso calderone con atleti di 20/30/40 anni, con giovani promesse, consolidate relatà e vecchie lame tutt’altro che arrugginite. Per la nostra giovane relatà in crescita, non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto anagrafico, diventano occasione di confronto e crescita, ma difficilmente possono anche rappresentare un momento di crescita dei risultati. I nostri recenti workshop di alto livello hanno messo un seme, che non poteva certo germogliare in pochi giorni, anche se qualcosa di positivo si è visto. Infortuni e disguidi vari hanno ridotto all’osso la nostra rappresentativa, con sabato in pedana Lavinia e domenica il solo Gabriele.

Entrambi però non hanno difettato di passione e voglia, ed entrambi hanno provato a mettere in gara qualcosa imparato recentemente. Ovviamente non poteva bastare, provare è solo il primo passo per costruire un miglioramento, che va poi capito, e metabolizzato, prima di riuscire a divenire automatismo efficacie. Lavinia con due vittorie passa il primo turno, ma nel tabellone di diretta trova la milanese Barbotti, atleta giovane ed esperta, che non le ha dato scampo. Considerando però che la differenza di età, e di esperienza, era veramente troppo a favore della lombarda, non è un risultato disprezzabile. Brava Lavinia!

Gabriele, in pedana domenica nella gara maschile, era visibilmente emozionato, gli avrebbe certamente giovato la compagnia di qualche altro collega, ma solo lui è stato quello deciso a buttarsi in gara nonostante tutto. Ci ha provato in ogni assalto, ma a 14 anni la strada è lunga. Ha comunque portato a casa una vittoria, che fa sempre morale, ed a tratti messo in difficoltà avversari molto più quotati, evidenziando però che manca ancora la maturità per mantenere il livello della concetrazione costante per tutto l’assalto. Nonostante l’eliminazione immediata, come anche nella prima prova di Bastia, merita anche Gabriele un bravo di incoraggiamento. La prossima settimana a Roma, in un’altra prova nazionale, ma questa volta per soli Cadetti, potrà cercare un migliore piazzamento.

Asti, campionati regionali Assoluti: 5° posto per Lorenzo

Asti, 21 dicembre 2019

Premiazione di Lorenzo, 5° classificato tra gli Assoluti

Premiazione di Lorenzo, 5° classificato tra gli Assoluti

Quando ho cominciato a correre, il mio coach mi ha fatto una testa così: prima di imparare a vincere devi imparare a perdere. Ho capito con gli anni cosa volesse dire. All’inizio non vincevo una gara. E mi dicevo: sono nel posto sbagliato? Invece imparare a perdere vuol dire imparare a lavorare di più. Fino al giorno in cui cominci a vincere.” Usain Bolt

Credo che questa frase della leggenda della velocità in pista Usain Bolt possa bene rappresentare quella che è la filosofia didattica del nostro Circolo. Le ultime gare della stagione, disputate quest’oggi nel Palasport di Asti (ottima struttura che avrebbe meritato ben altra affluenza), le abbiamo perse. Per tante ragioni.

La prima è siucramente che ancora non abbiamo imparato a perdere, o meglio a capire a cosa serve la sconfitta. Troppo spesso oggi è visto come un fallimento assoluto, come un momento triste da lasciarsi alle spalle il più fretta possibile. Niente di più sbagliato. La sconfitta è il termine di un lavoro che ci ha portato a fare cose buone e come meno buone, la cui somma ha dato la possibilità ai nostri avversarsi di batterci. Le cause della sconfitta vanno ricercate negli allenamenti, dove spesso il bambino, o il ragazzo, male interpreta lo spirito, riducendolo ad un mero tentantivo di primeggiare contro i suoi compagni di squadra, e non come dovrebbe essere di migliorare assieme. Si può essere competitivi anche in allenamento, anche in una partitella a boccette, ma si può esserlo in modo costruttivo o distruttivo. Il primo è quando si lavora per migliorare se stessi, e di conseguenza si spingono i compagni di allenamento a migliorare anche loro se vogliono continuare a vincere. Il secondo cerca solo l’affermazione momentanea, senza badare troppo a come si ottiene, non creando un clima di lavoro comune ma cercando esclusivamente la soddisfazione personale. Oggi abbiamo pagato pegno, perchè l’impressionante up-and-down dei nostri incontri è stato lo specchio del secondo modo di interpretare l’allenamento: finchè l’unica cosa che so fare funziona vinco, quando non funziona perdo di brutto.

Altro aspetto che andrà rivisto, e questo più per i grandi, è l’eccessiva dipendenza dal tecnico a fondo pedana. Una gara come quella di oggi deve essere vista anche come un worm up per le prossime, decisamente più importanti perchè saranno in palio punti e qualificazioni alle gare successive, e tra le cose da imparare a gestire c’è anche quel minimo di autonomia e capacità di gestire una gara, che alla fine è solo un evento sportivo al quale si dovrebbe partecipare anche per il gusto di fare una cosa che piace in un ambito diverso dal solito. La crescita dei ragazzi passa, senza condizioni, anche dalla capacità di prendere decisioni in autonomia. Il Maestro a fondo pedana può solo suggerire una soluzione, tra quelle comunque provate in allenamento non certo inventata sul momento, ma tocca poi al ragazzo avere il coraggio di scegliere il momento ed avere la determinazione dell’esecuzione, il Maestro non può sotituirsi, non può dire la terribile frase “lascia stare, faccio io”, lo deve fare l’atleta, non c’è altra strada. Ben vengano anche le sconfitte allora, se possono aiutare a fare un passo avanti in questo percorso. Noi tutti vogliamo atleti consapevoli in pedana, non robottini teleguidati dal tecnico a fondo pedana.

Andando nella “fredda cronaca”, i nostri tre fiorettisti della squadra Maschietti/Giovanissimi Ramon, Vicenzo e Guido Maria, il primo “Giovanissimo” e gli altri due “Maschietti”, ha concluso la gara al 4° posto, quindi fuori dal podio e dalla medaglia. Nel girone hanno vinto con i cuneesi della Fencing Academy 35-25 e con Chivasso 36-24, perdendo poi con una agguerritissima compagine di bambine del Club Scherma Torino (uniche presenti, per quello inserite con i maschi) 21-36. Nel primo match della diretta hanno battuto la squadra B del Club Scherma Torino 33-27, accedendo alle semifinali. Qui hanno però di nuovo perso con le bimbe 31-36, per poi cedere malamente dal punto di vista mentale con Cuneo, e terminando quindi fuori dal podio.

Tra gli Assoluti avevamo 4 atleti, con una media di età vicina ai 14 anni, tutti giovanissimi e con ancora poca esperienza. Bravo Lorenzo nel girone, chiuso con 3 vittorie, ma nell’assalto con l’esperto Stissi ha dimostrato che ancora dobbiamo fare parecchia strada per essere competitivi con i “grandi”. Grabriele con 2 vittorie e altrettante sconfitte restava a metà classifica, chiudevano con 1 vittoria Marco e Filippo, che tra i nostri sono anche quelli che fanno scherma da meno tempo. Lorenzo era poi l’unico che accedeva al tabellone finale, avendo ragione nel derby di Filippo, Gabriele cedeva nel finale al più esperto Richiardi, senza scampo Marco. Nel turno successivo perdevamo anche l’ultimo dei nostri, chiudendo così la gara e la stagione con il 5° posto di Lorenzo.

Adesso qualche giorno di vacanza, per ritemprare il corpo, ristorare la mente e, soprattutto, riflettere su questa giornata. Il 27 si ricomincerà la prima giornata dei Workshop natalizi, dove siamo certi i nostri ragazzi che parteciperanno aggiungeranno importanti mattoncini alla loro crescita.

 

Bastia Umbra: 1a Prova Nazionale Open

Bastia Umbra, 19 ottobre 2019

I nostri Gabriele, Lorenzo e Filippo con i loro familiari e tifosi

I nostri Gabriele, Lorenzo e Filippo con i loro familiari e tifosi

Le gare Open sono le più difficili del circuito, essendo le due prove valide per la qualificazione per i campionati italiani assoluti. Dire questo per una gara in Italia forse ancora non da bene l’idea del livello, ma se cominciamo a dire che la competizione è stata vinta dal campione olimpico Daniele Garozzo, che al terzo posto è arrivato il campione del Mondo 2017 Daniele Foconi, che al secondo posto è arrivato Luperi che nella carriera ha vinto due volte i campionati italiani assoluti e una medaglia di bronzo europea, che l’altro terzo è stato Giorgio avolta medaglia d’oro olimpica 2012, ecco allora si comincia a capire quale può essere il livello di una gara assoluta in Italia.

Per il nostro Circolo era importante esserci ad una gara come questa, soprattutto per i ragazzi, che hanno potuto misurarsi con avversari esperti. I primi a salire in pedana sono stati alle 8.30 Gabriele e Lorenzo. Il primo, classe 2005, all’esordio nella categoria dei “grandi” (in tutti i sensi), l’altro al secondo anno, ma considerati gli infortuni della scorsa stagione anche per lui è un quasi un esordio. Entrambi concludono il loro girone con una vittoria, ed era importante farla. Alle 10.30 è stata la volta di Filippo, anche lui 2005 e quindi esordiente. Per lui una sconfitta a 4 che poteva valere la vittoria, e poi una serie di sconfitte dovute ad inesperienza.

Per tutti e tre la gara è terminata dopo la prima fase, ed in una gara così era da aspettarselo. Durante l’anno però riusciranno a migliorare, e sicuramente alle gare più importanti della primavera vedremo in pedana dei ragazzi più sicuri e determinati. L’esperienza si acquisisce così, andando alle gare anche quando non ci sono prospettive di grandi piazzamenti, lottando però su ogni azione. Un punto alla volta, un affondo alla volta, i miglioramenti arriveranno, perchè il lavoro paga sempre. a restare a casa non si impara mai nulla, e non si migliora nulla.

Prossimo impegno a Novara, per i campionati regionali U17/U20, dove a Filippo, Lorenzo e Grabiele si aggingerà anche Marco, che alla gara umbra non ha potuto esserci non essendosi qualificato. Potrebbe già essere un primo test per valutare il lavoro svolto nella prima parte della stegione, e impostare di conseguenza quello della successiva trance, che comprenderà la gara assoluta di Como e la prova nazionale Cadetti di Roma, entrambe a Gennaio.

COMUNICATO STAMPA GARA DI BIELLA

IL CIRCOLO DELLA SCHERMA RAMON FONST VINCE IL CAMPIONATO REGIONALE A SQUADRE DI FIORETTO NELLA CATEGORIA RAGAZZI-ALLIEVI

Prima gara della stagione e primo titolo in bacheca per il Circolo della Scherma Ramon Fonst di Torino, che ad Occhieppo Superiore (Biella) ha vinto il Campionato regionale a squadre di fioretto nella categoria Ragazzi-Allievi. Tommaso Giraudo (atleta classe 2006), Luca Juravle (2007), Leonardo Naddei (2007) e Lorenzo Macera (2007) hanno trionfato al termine di una finale al cardiopalmo, vinta per 45-44 contro il Club Scherma Torino. “Bravi i nostri ragazzi e complimenti ai nostri avversari che hanno ceduto solo all’ultimo punto. – commenta il Presidente del Circolo Ramon Fonst, il maestro di scherma Paolo Cuccu – Nel girone eliminatorio abbiamo vinto con il Club Scherma Chivasso per 45-27 e con il Club Scherma Torino per 45-44”. Il prossimo impegno agonistico per gli atleti del Circolo Ramon Fonst sarà la prova del Gran Premio Giovanissimi sabato 5 ottobre a Carnago (Varese), che vedrà impegnate le categorie Allievi, Ragazzi, Bambine e Giovanissimi. Ricordiamo che per la stagione 2019-2020 il Circolo della Scherma Ramon Fonst seleziona dieci bambini delle classi 2008, 2009 e 2010 da avviare ad un corso di scherma gratuito. La selezione è già in corso e prosegue sino all’esaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo info@ramonfonst-scherma.it, visitare il sito Internet www.ramonfonst-scherma.it oppure contattare il Presidente del Circolo della Scherma Ramon Fonst, Paolo Cuccu, al numero di cellulare 329-8450469

Adria: campionato nazionale di Serie C

Adria (RO), 27 aprile 2019

La nostra squadra composta da Alessandro, il Maestro Paolo e Giulio

La nostra squadra composta da Alessandro, il Maestro Paolo e Giulio

Nello sport non sempre le cose vanno come si progetta ad inizio stagione, ma quello che si impara è ad accettare il verdetto del campo, anzi nel nostro caso della pedana, e ricominciare a lavorare per migliorarsi e tornare l’anno successivo più forti. Sarà questo il nostro caso, dopo avere visto sfumare uno degli obiettivi della stagione: la promozione dall serie C alla B2 della squadra di fioretto maschile.

Una regola che sarà oggetto di nostro ricorso ci ha privato del nostro atleta di punta, il nazionale austriaco Tobias Reichetzer, e con lui di buona parte delle possibilità di centrare la promozione. Anzi, con lui in pedana si sarebbe potuto ambire anche a qualcosa di più importante della sola promozione. Poi proprio alla vigilia, l’ennesimo infortunio di una stagione per noi veramente sfortunata, ci ha privato anche di Lorenzo, altro titolare della squadra. Per lui, per altro, stagione finita, quindi nemmeno la Coppa Italia Cadetti. A questo punto abbiamo dovuto improvvisarci all’ultimo, portando soltanto tre atleti: Giulio, il Maestro Paolo e Alessandro, che da riserva a casa si è ritrovato titolare, e senza due pedine fondamentali. Era però fondamentale esserci, dopo 8 anni assenza dalle competizioni assolute a squadre (l’ultima volta nel 2011 fu però B1), per mettere quel primo fondamentale mattoncino che permetta poi di costruirci sopra qualcosa di importante.

Nonostante questo i ragazzi hanno comunque dato il massimo delle loro possibilità, riuscendo a centrare il 10° posto e perdendo gli assalti, ma con punteggi assolutamente dignitosi, e riuscendo a tratti a dare anche filo da torcere agli avversari. Il nostro girone non era certamente dei più semplici, nella scherma il primo problema è dare continuità all’attività, specie nelle società medio-piccole che poi sono l’80% degli affiliati, e capita di frequente che un anno storto impedisca di presentare la squadra, e così si debba ripartire dall’ultima serie, ovvero la C. E così ci siamo ritrovati contro squadre composte da atleti solidi ed esperti, che nella loro carriera hanno militato tante volte nelle serie superiori, oppore da cadetti veramente agonisti, di quelli che si allenano tanto e fanno gare, difatti tutte e tre le nostre avversarie: Osimo, Brescia e Conegliano, sono state poi promosse alla serie superiore. Però qui non si tratta di sfortuna, nella scherma non si sorteggiano i gironi, ma vengono creati in base ad un ranking, che nel caso delle squadre è composto dalla somma dei punti ottenuti nella stagione in corso dagli atleti che la compongono. Va da sè quindi che fare poche gare, o proprio non partecipare alle competizione, crea poi una squadra che viene inserita tra le ultime. Per avere un girone migliore occorre fare gare, quindi costruire prima di tutto un gruppo agonistico U17 e U20 che rispecchi quello molto competitivo che abbiamo tra gli U14, ma serve tempo. Di anno in anno i bimbi cresceranno, ed andranno ad inserirsi nel gruppo assoluto, e che siamo certi diventerà forte.

Adesso abbiamo l’ultimo appuntamento della nostra stagione agonistica, con il Gran Premio Giovanissimi, e se la sfortuna almeno per quest’ultima gara deciderà di guardare altrove, siamo certi che sarà la competizione che ci riscatterà l’intera stagione. Forza ragazzi!!!